Il mototurismo femminile italiano è cresciuto del +32,4% negli ultimi cinque anni. Lo certifica MissBiker, la più grande community europea di motocicliste in lingua italiana, rielaborando dati ANCMA e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Tradotto: oggi circa una persona su sei a bordo di una moto in Italia è una donna, e la quota cresce più velocemente che in qualunque altro Paese europeo. Eppure, parallelamente, meno del 10% degli operatori del mototurismo italiano ha in calendario annuale un tour pensato anche per loro. Il fenomeno è reale, misurabile, ma il mercato non l’ha ancora del tutto metabolizzato. Vediamo i numeri, i profili delle rider, i percorsi più adatti per chi parte per il primo viaggio multi-giorno e le community che fanno da motore a questa trasformazione.
I numeri reali del mototurismo femminile in Italia 2024-2026
Partiamo dai dati di base. Secondo ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), negli ultimi cinque anni le donne patentate per la moto sono cresciute del +15%, e le vendite di moto a clienti donne del +12%. Su questo trend, MissBiker — fondata nel 2015 da Lisa Cavalli e premiata FIM Women in Motorcycling Award nel 2019 — calcola un incremento aggregato del +32,4% di motocicliste attive (rider, non passeggere) tra 2018 e 2023, integrando dati ANCMA e MIT.
In valori assoluti, la fotografia JFC 2018 — ancora utilizzata come baseline storico — contava 428.141 motocicliste italiane (incluse le passeggere), di cui 69.359 rider attive (16,2%). Applicando il +32,4% ai dati post-pandemia, oggi siamo verosimilmente sopra le 90.000 rider attive in Italia, dato che colloca il nostro Paese in una posizione interessante nello scenario globale.
Il confronto internazionale chiarisce dove siamo. Negli Stati Uniti, secondo l’Owner Survey del Motorcycle Industry Council (MIC), il 19% dei proprietari di moto è donna, con punte del 26% tra Millennial e Gen Y e del 22% tra Gen X. Nel Regno Unito, i dati DVLA contano circa 525.000 donne con patente moto completa, una proporzione attorno al 12% del totale licenze. L’Italia si posiziona quindi in quota 16-17%: più bassa degli USA, più alta del Regno Unito, e con il tasso di crescita più rapido d’Europa.
A confermare la dinamica c’è anche la Federazione Motociclistica Italiana (FMI): nel 2019, anno di istituzione della Commissione Femminile, le donne tesserate erano 7.446. A fine 2022 erano salite a 9.262 (+24,4% in tre anni), con un numero di licenze agonistiche femminili più che triplicato nello stesso periodo. Non è solo turismo: cresce anche l’agonismo.
Chi sono le donne che fanno moto tour: profili e motivazioni
Lo studio più rilevante per inquadrare chi guida è quello realizzato da BVA Doxa per ANCMA su 610 donne italiane tra 18 e 65 anni — rider, scooteriste, passeggere e interessate. La ricerca ha identificato tre profili generazionali con motivazioni nettamente diverse:
- Boomer (oltre i 55 anni) — la moto è strumento di emancipazione e affermazione personale. Spesso la patente A2/A è arrivata dopo i 40, talvolta dopo i 50, come scelta consapevole di “riprendersi uno spazio”.
- Millennial (35-50 anni) — sono il segmento più numeroso e anche il più conflittuale. Vivono pressioni di famiglia, lavoro ed economia, e Doxa registra ancora un “senso di colpa” residuo: la moto è percepita come tempo “egoista” rispetto ai doveri familiari. Eppure è proprio qui che si concentrano le rider che scelgono il primo tour multi-giorno.
- Gen Z (18-30 anni) — la moto è “naturale”, senza differenze di genere. Cercano adrenalina e community digitale, hashtag e raduni. Lo stigma è quasi assente.
Sul piano demografico, la fascia prevalente delle motocicliste italiane attive in tour multi-giorno è 35-55 anni, in linea con l’età media del mototurista italiano (48 anni, fonte appuntiturismo.it). L’esperienza media di patente per chi affronta tour da più giorni è di 10+ anni. Il segmento under 24 resta sottorappresentato (~12% del totale donne motocicliste), in controtendenza rispetto agli USA dove le giovanissime spingono il mercato.
Un dato qualitativo importante: secondo rilevazioni settoriali citate da inmoto.it, il 74% delle motocicliste dichiara che guidare ha avuto un impatto positivo sulla qualità della vita e sul benessere psicofisico. È una motivazione che spiega la fidelizzazione: chi inizia, raramente smette.
Percorsi più adatti per principianti femminili
Il primo tour multi-giorno è quello che decide se l’esperienza si trasforma in passione duratura o in delusione. I criteri raccomandati da chi organizza tour adatti a rider con esperienza patente ma senza chilometri “viaggiatori” alle spalle sono solidi, indipendentemente dal genere, ma diventano cruciali per chi parte per la prima volta:
- Durata 3-5 giorni, mai oltre senza esperienza pregressa
- Tappe giornaliere 150-220 km, mai oltre i 270 km
- Strade dolci, no passi alpini estremi al primo viaggio
- Hotel bike-friendly con parcheggio coperto, asciugatura abbigliamento, lavaggio moto
Su questa base, gli itinerari italiani che funzionano meglio come “primo tour” sono quattro:
Toscana entry-level. La Strada del Chianti SR222 (Firenze-Siena, 60 km) ha curve dolci e vigneti continui. La Val d’Orcia (Pienza-Montalcino-Montepulciano) regala panorami iconici con asfalto pulito. La costa toscana (Argentario, Orbetello) è lineare e rilassante. Il Passo della Futa è il primo “passo vero” senza essere intimidatorio. Periodo ideale: aprile-giugno e settembre-ottobre, evitando il caldo di agosto.
Sardegna intermedia. Un tour di 5 giorni adattabile a partire da 1.750 km totali. Il Gennargentu offre 178 km di Barbagia tortuosa ma con asfalto curato. La Costa Smeralda è più lineare e panoramica. Difficoltà variabile, possibili tour anche di livello facile per chi vuole quelle viste senza i tornanti più stretti.
Cinque Terre e Liguria interna. Strade panoramiche corte con borghi-tappa frequenti, ideali per un weekend lungo che combina guida e cultura senza chilometraggi pesanti.
Garda e Dolomiti basse. Il perimetrale del Lago di Garda è di livello medio (attenzione al traffico estivo); per chi vuole il “primo passo dolomitico” senza esagerare, Mendola e Tonale sono accessibili e ben asfaltati.
Sul fronte hotel, le caratteristiche da pretendere sono ormai standardizzate dalle reti come Italy Bike Hotels e Best Western Rider Friendly: parcheggio coperto o garage chiuso, deposito casco e giacca sicuro, spazi per asciugare l’abbigliamento tecnico, mappe e info itinerari, area di lavaggio moto. Su richiesta delle rider, si aggiungono spesso asciugacapelli in camera, palestra o spa per il recupero muscolare e una posizione che renda sicuri gli spostamenti serali a piedi.
Tour misti vs tour solo donne: pro e contro
Una delle domande ricorrenti tra chi pianifica il primo tour è se cercare un gruppo misto o un tour “solo donne”. Non c’è una risposta universale, ma la mappatura dei pro e contro aiuta a scegliere consapevolmente.
I tour misti hanno il vantaggio dell’apertura: network più ampio, possibilità di confronto con esperienze diverse, dinamiche di coppia se si parte con compagno o amici uomini. Lo svantaggio strutturale è il rischio di un ritmo “calibrato sul gruppo medio maschile”: chilometraggi giornalieri più alti, pause più brevi, pressione implicita sulle prestazioni di guida — non per ostilità, ma per consuetudini consolidate.
I tour solo donne offrono atmosfera senza giudizio, ritmo personalizzato, focus su sicurezza e comfort, e una community che spesso si rivela duratura oltre il viaggio. I limiti sono di mercato: l’offerta in Italia è ancora limitata, alcuni operatori del settore dichiarano tour dedicati alle donne (la stima è meno del 10% del totale operatori italiani) e il prezzo medio risulta talvolta leggermente superiore per via delle dimensioni ridotte dei gruppi.
La scelta giusta dipende dal profilo della rider: chi viaggia con compagno o amici trova nei tour misti la naturale prosecuzione delle uscite; chi vuole un’esperienza interamente nuova, senza dinamiche pregresse, può trovare nei tour solo donne uno spazio costruito ad hoc.
Brand moto attivi sulle donne
I costruttori si stanno muovendo, alcuni con programmi strutturati, altri con segnali di apertura.
BMW Motorrad ha integrato la categoria femminile nel GS Trophy: nell’edizione 2024 in Namibia, su 22 team partecipanti, 6 erano femminili e 16 maschili, con percorso identico di 1.350 km. Vincitrice l’International Team (Anna Cárdova e Małgorzata Jakubiak, 278 punti), seguito da Giappone e Francia. Tutti i team usano la stessa moto: la R 1300 GS Trophy Competition Bike. È il segnale di una scelta strutturale, non occasionale.
Honda con Adventure Roads 2026 (Pirenei e Alpi) ha esplicitato l’apertura “a tutti i livelli, senza requisito di esperienza off-road pregressa”: una mossa di inclusività che riduce le barriere d’ingresso anche per le rider che vogliono il primo viaggio “vero”.
Triumph e Ducati DRE Academy non hanno programmi “women only” globali, ma i loro corsi (DRE Road, DRE Rookie a Modena, DRE Racetrack a Misano) sono aperti senza barriere di genere e registrano partecipazione femminile in crescita.
Vespa non ha programmi dedicati ma i Vespa World Days — l’edizione 2024 di Pontedera ha registrato oltre 30.000 vespisti da 55 Paesi e 20.000+ Vespe — mostrano una componente femminile fortissima, soprattutto sui canali social del club mondiale. L’edizione 2025 si è tenuta a Gijón, in Spagna.
Sfide ancora aperte
Il fenomeno cresce ma non senza frizioni. Tre nodi restano evidenti.
Abbigliamento tecnico femminile. L’offerta è migliorata ma resta strutturalmente più ridotta di quella maschile. Spidi ha un’eredità storica — dal 1977 brevetti specifici donna, e nel 1992 ha inventato il primo jeans moto con protezioni — e oggi propone una linea donna piuttosto completa. Dainese ha sviluppato giacche, tute in pelle e guanti su misure dedicate, ma con catalogo più snello del maschile. Macna copre quattro stagioni con linee touring, urbano, cafe racer e racing. REV’IT! è presente con linee dedicate. Il problema strutturale resta: a parità di brand, il catalogo donna è circa un quarto di quello uomo, le misure piccole vanno in esaurimento, e in alcune linee economiche la vestibilità è di tipo “uomo-shrink”.
Stigma residuo. Lo studio Doxa lo rileva con chiarezza: tra le Millennial italiane permane un “senso di colpa” — la moto come tempo egoista rispetto a famiglia e lavoro. Tra le Gen Z lo stigma è quasi assente, e tra le Boomer la moto è apertamente vissuta come emancipazione. È un gap generazionale che si chiuderà con il tempo, ma per ora condiziona le scelte d’acquisto e di partecipazione ai tour.
Role model nei media mainstream. Manca ancora una visibilità strutturata di motocicliste italiane nei media generalisti. La situazione sta cambiando grazie a community come MissBiker, Motociclista Sostantivo Femminile, Lady Beta FMI e ai social network, ma non c’è ancora una “Valentina Rossi” del motociclismo femminile italiano in grado di intercettare il pubblico non specializzato.
Iniziative italiane di settore
Il tessuto associativo e fieristico italiano ha prodotto progetti consolidati che vale la pena conoscere se si entra in questo mondo.
Motociclista Sostantivo Femminile è la community lanciata in occasione di Motodays 2025 a Roma. Conta oltre 4.000 motocicliste attive su Instagram e Facebook, con un evento dedicato l’8 marzo, sconti ingresso per le donne alla fiera, e un focus operativo su neopatentate over 40, supporto psicologico e corsi di guida sicura.
MissBiker, citata in apertura, è la più grande community europea femminile in lingua singola. Fondata nel 2015 da Lisa Cavalli, ha superato le 10.000 iscritte registrate e ha vinto il FIM Women in Motorcycling Award nel 2019. Produce contenuti redazionali, organizza raduni e funziona da hub di riferimento per chi cerca informazioni e network.
Lady Beta FMI è il programma della Federazione Motociclistica Italiana che permette a 9 ragazze di gareggiare gratuitamente nel Master Beta — un trial femminile reale, non simbolico, attivo dal 2024 in forma ricorrente.
Women Riders World Relay è l’iniziativa internazionale che dal 1° gennaio 2026 al 1° gennaio 2027 punta a coinvolgere un milione di partecipanti globali in un “ride digitale” coordinato, con app dedicata lanciata a settembre 2025.
L’International Female Ride Day, alla diciottesima edizione nel 2024, ha coinvolto 120 Paesi. L’edizione 2025 si è tenuta sabato 3 maggio; la 2026 sabato 2 maggio.
A livello locale italiano, gruppi come Female Ride Vicenza e i raduni Lady Bikers (storicamente a Bovolone, in provincia di Verona) tengono accesa la rete capillare.
Domande frequenti
Serve la patente A piena per fare un tour multi-giorno?
Dipende dalla cilindrata della moto del tour. La patente A2 (presa a 18 anni o conseguita in autonomia dopo i 18) consente fino a 35 kW di potenza e copre la maggior parte delle moto da tour entry-level (Honda CB500X, Yamaha MT-07, BMW G 310 GS, Royal Enfield Himalayan). Per moto sopra i 35 kW serve la patente A piena (A illimitata), conseguibile dopo 2 anni con A2 oppure direttamente dopo i 24 anni. La maggior parte dei tour donne entry-level è pensata per moto compatibili con A2.
Quale esperienza minima serve prima del primo tour multi-giorno?
Indicativamente 2.000-5.000 km totali di guida con la propria moto, e almeno una decina di uscite di mezza giornata su strade extraurbane. Il tour multi-giorno chiede gestione della fatica progressiva, orientamento sotto stress e capacità di guidare anche in condizioni meteo non ideali. Senza questa base, il rischio è trasformare l’esperienza in stress invece che divertimento.
Esistono tour solo donne in Italia?
Sì, ma l’offerta è limitata. Stimiamo che meno del 10% degli operatori italiani abbia in calendario annuale almeno un tour dedicato alle donne. Le destinazioni più frequenti per questi tour sono Toscana, Sardegna e Corsica. La maggior parte degli operatori propone tour misti con politica di accoglienza inclusiva ma senza programma dedicato di genere.
Dove si compra l’abbigliamento moto femminile?
I marchi storici con linee donna più complete sono Spidi, Dainese, Macna e REV’IT!. La distribuzione è capillare nei concessionari moto e nelle catene specializzate. Per chi cerca un fitting accurato, è consigliabile la prova in negozio (taglie e vestibilità variano molto tra brand). Online funziona bene per il second-buy, meno per la prima giacca o tuta.
Come funzionano i gruppi misti durante un tour?
Nei tour ben organizzati il ritmo è calibrato sul partecipante più lento, con il “tail rider” (l’accompagnatore di chiusura) che resta sempre dietro l’ultimo. I briefing serali sono il momento in cui ognuno può chiedere modifiche al programma del giorno dopo. Se il gruppo è equilibrato, le dinamiche di genere si neutralizzano; se è sbilanciato, è onere del road captain ribilanciare i ritmi. Vale la pena chiedere all’operatore, prima di prenotare, qual è il rapporto medio uomini/donne nei tour passati e quale il chilometraggio giornaliero standard.
Qual è la stagione migliore per il primo tour?
Per l’Italia: fine aprile – prima metà di giugno e seconda metà di settembre – ottobre. Si evitano i picchi di caldo estivo (che pesano molto con casco e abbigliamento integrale) e le piogge intense di novembre-marzo. La Sardegna allunga la stagione ideale fino a metà ottobre; il Garda e le Dolomiti basse iniziano davvero a fine maggio.
Pronta a partire? Tour adatti per il primo viaggio
Se i numeri di questo articolo descrivono te — Boomer che riprende il proprio spazio, Millennial che si concede tre giorni senza sensi di colpa, Gen Z che vuole adrenalina e community — il modo migliore per non lasciare il progetto sulla carta è scegliere un primo tour pensato per chi parte. La Toscana del Chianti è il nostro entry-level più consolidato: tappe brevi, hotel bike-friendly selezionati, road captain con esperienza di gruppi eterogenei. La Sardegna intermedia è il salto naturale per chi vuole più chilometri e più varietà di paesaggio. Le Cinque Terre sono il weekend lungo perfetto per chi ha poco tempo ma vuole un tour vero. I nostri gruppi sono misti, con politica esplicita di equilibrio dei ritmi: nessuna distinzione di programma, ma briefing serali che riallineano la giornata se serve. Il calendario 2026 è aperto. Contattaci per il programma dettagliato e le date disponibili.
Inizia da un tour adatto:
- 📅 Calendario tour 2026 — tutte le partenze confermate
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